La denuncia per danno erariale

La denuncia di fatti dannosi per danno all’erario é presupposto essenziale per l’attivazione del sistema giurisdizionale diretto all’accertamento di responsabilità amministrative, a garanzia del buon uso delle risorse pubbliche che costituisce un interesse di tutti i cittadini.

La collaborazione da parte dei pubblici apparati é, pertanto, necessaria tenuto conto che l’art. 1, comma 3 della legge n. 20/1994 e s.m.i. chiama a rispondere del danno erariale coloro che con l’aver “omesso o ritardato la denuncia” abbiano determinato la prescrizione del relativo diritto al risarcimento.

Sono tenuti alla denuncia alla Procura Regionale della Corte dei Conti (sezione giurisdizionale) i soggetti preposti agli uffici che hanno prodotto l’evento dannoso, e per espressa previsione normativa:

  • Gli organi di vertice delle Amministrazioni;
  • I Dirigenti responsabili delle strutture amministrative erogatrici di fondi comunitari o degli organismi di controllo della loro gestione in caso di eventuali danni erariali connessi all’utilizzo dei fondi in questione;
  • Gli organi di controllo per eventuali fatti dannosi per la finanza pubblica (art. 20, comma 2, del D.P.R. n. 3/1957).

Nei confronti dei dipendenti non apicali si configura un dovere di segnalazione nei confronti dei  vertici tenuti alla denuncia con possibile coinvolgimento degli stessi in caso di omessa o ritardata  segnalazione di fatti causativi di danno erariale.

Il presupposto perché sorga l’obbligo di denuncia è il verificarsi di un fatto dannoso per la finanza  pubblica.    L’obbligo è legato alla conoscenza o alla possibilità di conoscenza dei presunti fatti dannosi,  attraverso  l’uso  dell’ordinaria  diligenza  professionale,  che  può  essere  pretesa  dal  soggetto  obbligato, in considerazione della qualifica e delle funzioni concretamente espletate.

La denuncia, una volta verificatosi l’evento lesivo, deve essere immediata e deve essere effettuata  sulla base degli atti in possesso dell’Amministrazione. Rimane assegnata al successivo momento  dell’attività giudiziaria istruttoria l’acquisizione di ulteriori elementi.    La  denuncia  deve  essere  anche  completa;  una  denuncia  priva  di  completezza,  per  quanto immediata, dilata comunque i tempi per l’effettiva azionabilità della pretesa risarcitoria. Nei casi in cui i fatti che possano comportare responsabilità amministrativa vengano a conoscenza  dell’Amministrazione,  a  causa  di  iniziative  assunte  dall’Autorità  giudiziaria  penale,  l’Amministrazione ‐che,  peraltro,  indipendentemente  dalle  iniziative  assunte  in  sede  penale,  conserva  propri  autonomi  poteri  di  inchiesta  amministrativa‐  in  considerazione  del  possibile  dilatarsi dei tempi dell’indagine penale, è tenuta a denunciare immediatamente alla competente  Procura presso il giudice contabile, con comunicazione documentata, gli eventi di cui è venuta a  conoscenza.    La denuncia, in tali specifici casi, potrà essere inoltrata alla Procura regionale presso la Corte dei  Conti “allo stato degli atti” e per quanto consti all’Amministrazione, salvo riferire successivamente  e in modo più esaustivo sugli sviluppi che la vicenda avrà avuto nella distinta sede penale.